Orecchini vari di Samantha

Dicembre 3, 2016 on 10:26 pm | In Personali, Angolo di Samy | No Comments

Una serie di orecchini , molletta per capelli, ciondoli e clip usando perline, orsetti gommosi, pastigliette colorate ricoperte di lacca per capelli. Tutto by Samy

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Orecchini chiacchierino

Novembre 9, 2016 on 10:02 pm | In Personali, Chiacchierino | No Comments
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Scarpette di tela di nonna decorate e impermeabilizzate

Ottobre 1, 2016 on 9:08 pm | In Personali, Angolo di Samy | No Comments

Ho decorato le tristi scarpe blu di nonna coi colori da tessuto e le ho impermeabilizzate strofinandole con una candela e passandoci il phon… l’acqua scorre sulla tela.

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la goccia scivola sulla tela


Sami ha fatto gli orecchini per Hallowen

Ottobre 1, 2016 on 6:18 pm | In Angolo di Samy | No Comments

Ritagliati da un foglio di PolyShrink bianco e con occhi e bocca da un foglio nero.

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Un parelio veramente eccezionale

Settembre 7, 2016 on 8:43 pm | In Personali, Astro-Sole | No Comments

3 settembre 2016. Un’ora di visione di un fenomeno che stupisce: il parelio. Nomi popolari: i cavalli del sole o i cani del Sole .I pareli sono  macchie luminose e colorate nel cielo, a circa 22° o più sulla sinistra e/o destra del Sole.

I cristalli di ghiaccio responsabili di questo fenomeno sono di forma esagonale e spessi da 0,5 mm a 1 mm. Questi cristalli, fungendo da prismi, rifrangono la luce del sole in molte direzioni La rifrazione dipende dalla lunghezza d’onda, così i pareli hanno la parte interna rossa e altri colori nelle parti più esterne, smorzati dalla reciproca sovrapposizione. Anche l’altezza del Sole è importante: i pareli si allontanano da esso al crescere della sua altezza.

Una sequenza di immagini sia del parelio completo che dei particolari. (Cliccare sulle immagini per un ingrandimento).

Parelio intero

Una ereo davanti al parelio

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Particolare

Parelio destro

« […] Come chiamarli? Immagini del sole? Gli storici li chiamano soli e raccontano che sono comparsi due o tre alla volta. I Greci li definiscono parhelia poiché li si vede generalmente in prossimità del Sole o poiché si caratterizzano per una qualche somiglianza con il sole. In effetti essi non riproducono tutte le caratteristiche del sole, ma la sua grandezza e la sua forma; del resto, deboli ed evanescenti, non hanno niente del suo calore né della sua grandezza. »

« […] Quid uocem? Imagines solis? Historici soles uocant et binos ternosque apparuisse memoriae tradunt; Graeci parhelia appellant, quia in propinquo fere a sole visuntur aut quia accedunt ad aliquam similitudinem solis. Non enim totum imitantur sed magnitudinem eius figuramque: ceterum nihil habent ardoris hebetes et languidi. »

Lucio Anneo Seneca (Cordova 4 a.C – Roma 65 d.C.), ne parla nel primo libro delle Naturales Quaestiones[ (la cui datazione è posta tra il 62 d.C.e il 65 d.C.)


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