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Equinozio di primavera … con il cerchio di Ipparco
Aprile 22, 2008 on 12:06 am | In Astronomia, Astro-Sole |Aspettando l’equinozio di primavera ci siamo divertiti a fare un esperimento, le cui origini risalgono all’antica Grecia: IL CERCHIO DI IPPARCO
Il giorno del’Equinozio (primavera e autunno) , nel momento in cui il Sole si trova al meridiano della località in cui si fa l’esperimento, l’ombra della metà del cerchio rivolta al Sole si proietta sulla restante metà, ovvero le ombre delle due metà si sovrappongono.
Questa è la cronaca fotografica dell’esperimento.
La sequenza delle immagini riprese in giorni diversi prima e dopo l’Equinozio, che quest’anno si è verificato il 20 marzo.

Di seguito 3 immagini: prima dell’Equinozio,Il giorno dell’Equinozio, dopo l’Equinozio



Per costruire il Cerchio di Ipparco sono stati usati i seguenti materiali:
Una base di legno, un cerchio di metallo (si può utilizzare anche un braccialetto, un telaio…), due tubicini metallici per reggere il cerchio, (vanno bene anche di un altro materiale).
Il cerchio va posizionato sulle basi inclinato sull’orizzonte in maniera che il lato che sta in basso sia rivolto a Nord e il lato più alto a Sud . L’inclinazione deve essere pari ad un angolo che si chiama Colatitudine (90° - la latitudine del luogo in cui ci si trova).
Di solito si pensa che certe conoscenze siano appannaggio degli ultimi secoli. Non è così; alcune scoperte sono state acquisite tanti secoli fa, e di alcune si è persa memoria per altri secoli.
Ipparco (nato a Nicea - oggi in Turchia - verso il 180 a.C.), è riconosciuto come il padre della scienza astronomica.
Ipparco misurò per la prima volta la distanza della Luna ottenendo un valore molto vicino a quello misurato oggi, mentre per la distanza Terra - Sole il valore calcolato era molto al di sotto del valore reale.
Nel suo catalogo stellare, Ipparco inserì circa 1080 stelle, registrando per ognuna la latitudine e la longitudine sulla sfera celeste, senza avere a disposizione nè orologi, nè telescopi o altri strumenti. Delle stelle indicò, dividendole in sei gruppi, la luminosità: prima seconda, terza fino ad arrivare alla sesta grandezza, alla quale appartenevano le stelle più deboli visibili in una notte serena senza Luna da un uomo dalla vista perfetta.
Questo sistema di misurazione della luminosità (magnitudine) degli astri, leggermente modificato nel corso del 1800, è utilizzato ancora oggi.
Oltre che astronomo, Ipparco è stato anche un grande geografo. Sembra che avesse dedotto l’esistenza di un continente (quella che oggi è l’America), che separava l’oceano Indiano e l’oceano Atlantico, sulla base delle testimonianze sulle differenze fra le maree del Mare arabico, e quelle delle coste atlantiche di Spagna e Francia.
2 commenti »
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Complimenti Pasqua, veramente interessante!
Commento di Jacopo — 24 Aprile 2008 #
Mi pare, dalle immagini riportate, che la determinazione del momento dell’equinozio con il cerchio di Ipparco non possa farsi senza un errore di alcune ore. Quindi il cerchio difficilmente puo’ essere servito a determinare la precessione degli equinozi. Prego l’autore di questo testo di rispondere e mandarmi bibliografia se ne ha.
Commento di Giancarlo — 2 Marzo 2010 #