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19 aprile - ecco le rondini!…anzi, i rondoni!
Aprile 20, 2008 on 12:39 am | In Personali, Natura | No CommentsStamattina, mentre il sonno mi abbandonava pian piano e cominciavo a svegliarmi, ho sentito un verso che aspettavo da giorni…. le rondini!…, ho pensato io. Sono contenta quando sento il loro verso, vuol dire che la primavera è arrivata. Oggi però ho scoperto che non sono rondini bensì rondoni.
Io abito al quinto piano di una palazzo di 7 piani; intorno non ci sono case alte, quindi lo stormo dei rondoni fa il girotondo intorno al palazzo spesso anche al di sotto del mio balcone.
Facendo qualche ricerca ho scoperto che il loro nome scientifico è Rondone comune, nome latino Apus apus, piccolo uccello migratore dell’ordine degli Apodiformi. .
Il nome scientifico del genere (Apus) deriva dal termine greco che significa senza piedi: infatti sono poco adatti a camminare. Riescono a riprendere il volo sul terreno solo se questo è liscio e senza erba alta.
Il rondone è lungo 15-18 cm, ha una apertura alare di 35-40 cm e pesa circa 40-50 g. Ha il piumaggio completamente nero, tranne il mento che è biancastro. Le ali sono falciformi e la coda leggermente biforcuta. Il becco è molto corto.
E’ presente nei centri storici delle città. Nidifica nei tetti delle case, soprattutto quelli di tegole “all’antica” e le colonie più numerose sono spesso ospitate, proprio in pieno centro delle città, nei tetti di cattedrali e castelli.
Purtroppo le ristrutturazioni dei tetti con la sostituzione delle tegole privano i rondoni dei loro siti di nidificazione; questo fenomeno colpisce parecchi altri animali quali civette e pipistrelli.
In questa zona (Livorno) ci sono altri rondoni che nidificano lungo la costa (a Calafuria per esempio, dove nidificano nelle fessure delle rocce). Hanno un piumaggio un po’ più chiaro, e appartengono alla specie Rondone pallido. Come il rondone comune è un uccello migratore ma mentre i rondoni cominciano a partire verso l’Africa già da fine luglio, i pallidi restano nel nostro territorio fino all’autunno inoltrato.
Crisi degli alloggi in città…
Febbraio 28, 2008 on 12:47 am | In Personali, Natura | 1 Comment…e non solo per gli umani!
Spero che altri, come me, abbiano l’abitudine di guardare il cielo anche di giorno (nel cielo, oltre le stelle da guardare di notte, ci sono tante altre cose degne di nota).
In questo periodo capita di assistere a uno spettacolo incredibile, e gli attori sono gli storni, uccelletti dalle abitudini particolari. Lo spettacolo più bello è il loro volare in grandi stormi, composti da mumerosissimi individui, con movimenti degni della sincronia con cui si muovono le frecce tricolori; anzi essi volano così vicini gli uni agli altri da sembrare branchi di pesci nel mare. Lo fanno per difendersi dall’attacco dei rapaci, ma ho assistito anche alla fuga precipitosa di qualche gabbiano che inavvertitamente è finito in mezzo allo stormo.
Lo stormo traccia nel cielo ombre di nastri svolazzanti per calarsi alla fine di colpo sugli alberi scelti come dormitorio. La collocazione sui rami a volte risulta così laboriosa da costringerli ad aspettareil loro turno sulle antenne delle case. Se ne stanno per qualche minuto sostando fitti fitti, e poi tutti insieme volano via e vanno a dormire.
Eccoli occupare l’antenna da radioamatore dell’amico Franco e le antenne televisive vicine.


Tutte le notizie sullo storno da Wikipedia
- Sturnus vulgaris su Avibase, database degli uccelli nel mondo
Video sullo storno on the Internet Bird Collection Verso dello storno
